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Shoemakers

makers006 2La parola maker nasce e si definisce in Nord America grazie allo scrittore canadese Cory Doctorow. Indica una sottocultura per molti aspetti (forse) più americana che europea: l’aspetto ludico della tecnologia, il fai-da-te, la dimostrazione delle proprie capacità, la progettualità come sfida, la riappropriazione degli strumenti di fabbricazione da parte della popolazione urbana, il fascino del recupero della manualità e così via…

La centralità del metodo di lavoro, dell’autoproduzione e dell’autonomia hanno avuto parte in molti movimenti fin dall’avvento della Rivoluzione industriale, da John Ruskin, da William Morris e dal movimento Arts and Crafts fino alla controcultura degli anni Sessanta e, più di recente, al Craftivism.

MAKERS0010Da parte nostra siamo convinti che futuro sia artigiano. Sia costruire scommettendo sull’artigianalità. Sia intelligenza nel fare esprimendo creatività attraverso l’innovazione con l’obiettivo di condividerla.
Perché… se ognuno ha un’idea può farla conoscere invece di tenerla chiusa nel proprio cassetto, con vantaggi per tutti.
Dall’idea al prodotto finale. Trasformando un progetto in qualcosa di tangibile, di necessario. Partendo dal digitale, da un file-progetto fino (in questo caso) a una scarpa.

Amiamo inventare e produrre autonomamente in maniera sostenibile sperimentando nuovi approcci alla produzione. Riappropriandoci di quei processi di produzione che l’industria “chiusa”, nel tempo, ha in qualche modo reso inaccessibile.
Concentrandoci sulla cultura dei maker, su un modo di pensare legato al fai-da-te legato alla tecnologia e alla valorizzazione del fare e del pensare.
Pensando e ripensando al mondo che ci circonda, modificando il paradigma dominante senza dovercisi scontrare. Per costruirne uno nuovo che metta al centro la persona e le proprie esigenze, ma che sia in grado di sfruttare al massimo le tecnologie.

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